Accedi al profilo libellula_ediz

Pubblicazioni

Giudice amministrativo e interessi religiosi collettivi. Istanze confessionali, conflitti e soluzioni giurisprudenziali

di Fabiano Di Prima

compralo qui   e-commerce

La globalizzazione, l’immigrazione, il post-secolarismo, la sovranità westphaliana in trasformazione, la crisi del Welfare, e della democrazia statale, e altre dinamiche proprie di questa società “post-legalitaria”, hanno mutato e mutano, in Italia come in tutto l’Occidente, assetti consolidati sul piano verticale delle decisioni politiche e della produzione delle regole, e su quello sociale/orizzontale dei modelli culturali, etici e religiosi, sempre più differenziati e sfaccettati. Dinamiche che già in generale rivalutano il momento giurisprudenziale del diritto come “source délicieuse” chiamata a supplire alle difficoltà del Legislatore; e che nel particolare dell’esperienza italiana della regolazione del ‘religioso’, nell’evidenziare la carenza di soluzioni politiche di ‘sintesi’, e il conseguente grande spazio lasciato all’azione “ordinatrice” e discrezionale della P.A., pongono in luce il crescente rilievo assunto dalla giustizia amministrativa, per via della funzione di controllo svolta sull’azione dell’Amministrazione, sulla rispondenza di questa ai principi costituzionali, e dunque sul tasso di garanzia effettivamente accordato all’interesse religioso collettivo volta per volta investito. Questo libro si propone di esaminare il recente sviluppo di questo particolare ‘diritto giurisprudenziale amministrativo’, che non manca di fornire spunti originali (quasi delle vere e proprie direttrici generali) nel decidere su particolari conflitti che scaturiscono dall’incontro tra P.A. ed istanze collettive collegate col ‘sacro’.

 Fabiano Di Prima
Ricercatore confermato di Diritto canonico ed ecclesiastico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna Diritto matrimoniale canonico.
 
 

Diritto antidiscriminatorio e religione. Uguaglianza, diversità e libertà religiosa in Italia, Francia e Regno Unito

di Stella Coglievina

compralo qui   e-commerce

Il diritto antidiscriminatorio europeo nasce da lontano. Come per la maggior parte degli interventi delle Comunità europee – e, poi, dell’Unione – esso è il risultato di un lungo processo
evolutivo e di una ridefinizione in itinere di obiettivi e strumenti, che ne ha mutato nel tempo la rilevanza e il ruolo. Le direttive approvate nell’anno 2000 costituiscono il culmine dello sviluppo di questo settore; esse comprendono una serie di divieti, tra i quali quello di discriminazione religiosa, che le collegano indubbiamente alla tutela dei diritti fondamentali.
La correlazione tra divieti di discriminazione e diritti dell’uomo, tuttavia, non è un dato scontato per l’ordinamento comunitario. Come noto, infatti, i trattati istitutivi delle Comunità
europee1 non si occupavano inizialmente del tema dei diritti: l’organizzazione sovranazionale cui davano origine era di tipo funzionale, con competenze limitate e riconducibili all’obiettivo di realizzare un’integrazione economica.

Stella Coglievina

Dottore di ricerca in diritto ecclesiastico e canonico presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è assegnista di ricerca del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria. Visiting researcher presso il King’s College di Londra, il CNRS-DRES di Strasburgo e attualmente presso la Facultad de Derecho dell’Università di Alcalá de Henares (Madrid), ha curato per la casa editrice Vita e Pensiero di Milano il volume Le conferenze episcopali in Europa (2010).
 
 
Dio nella libertà. Scritti scelti su libertà religiosa e relazioni tra Stato e Chiesa
di Luigi Luzzati a cura di Laura De Gregorio

compralo quie-commerce

Il volume Dio nella libertà. Studi sulle relazioni tra lo Stato e le Chiese (1926), qui riproposto in alcune sue parti, costituisce un tassello significativo per comprendere quei passaggi della politica ecclesiastica italiana concretizzatisi tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio di quello successivo. Le riflessioni di Luigi Luzzatti sul «grande principio costituzionale della separazione dello Stato dalle Chiese» (espresso con la formula Religioni libere nello Stato sovrano) e sulla libertà religiosa, intesa come «la libertà per eccellenza» che «condensa e misura tutte le altre libertà»; gli studi sui sistemi giuridici di paesi diversi (dagli Stati Uniti alla Francia, dal Giappone alla Scozia, dall’India alla Svizzera…) e, ancora, l’analisi della situazione italiana con un’attenzione specifica a quella Legge sulle prerogative del Sommo Pontefice e della Santa Sede e sulle relazioni dello Stato con la Chiesa, «monumento di sapienza latina», costituiscono alcuni dei temi affrontati dai saggi proposti nel presente volume. La lettura di essi consente non solo di cogliere la modernità e l’attualità del pensiero di Luzzatti, ma anche di conoscere un «uomo dagli interessi e dall’attività intellettuale così vasti» da non essere semplicemente inquadrabile tra gli esponenti della scienza del diritto».

 Laura De Gregorio

 E’ ricercatore presso la Facoltà di Scienze politiche «C. Alfieri» dell’Università degli Studi di Firenze dove insegna Storia e sistemi delle relazioni tra Stato e Chiesa. Tra le sue recenti pubblicazioni: Il cammino della laicità. Dalla legge sul divorzio alla revisione del Concordato (1970-1985), Bologna, Il Mulino, 2011 (a cura di); Le confessioni religiose nel diritto dell’Unione europea, Bologna, Il Mulino, 2012 (a cura di) e La legge generale sulla libertà religiosa. Disegni e dibattiti parlamentari, Tricase (Le), Libellula Edizioni, 2012.

 

Scuola pubblica e Religioni

 di Nicola Fiorita

NICOLA FIORITA N. 2

compralo qui e-commerce

Nella scuola pubblica della nuova Italia, plurale e multietnica, agiscono soggetti di diversa etnia, di diversa provenienza geograca e di diversa tradizione culturale.
Le singole identità siedono nello stesso banco, si conoscono durante le lezioni e si incontrano nei corridoi, crescono insieme o si irrigidiscono per proprio conto a seconda della capacità del sistema di istruzione di praticare l’integrazione e di insegnare la tolleranza.
La presenza della religione nella scuola pubblica, così come accade in altri momenti della vita democratica, può supportare questo processo evolutivo, conferendo al progetto educativo la carica etica propria di tutte le grandi tradizioni spirituali, ma può anche riconvertirsi in un elemento di chiusura identitaria. Per tale ragione, e per la speciale rilevanza che l’insegnamento della religione cattolica ha tradizionalmente rivestito nel nostro Paese, l’analisi della disciplina giuridica di questa materia consente di vericare, più in generale, l’evoluzione della regolamentazione del fattore religioso e il suo eettivo grado di laicità.
Il volume prende in considerazione tutte le principali manifestazioni di questa presenza: l’ora di religione, l’esposizione del crocesso, la questione del velo, lo svolgimento di cerimonie e visite pastorali, le pratiche alimentari, la condizione giuridica dei docenti, valutando, di volta in volta, la compatibilità della disciplina vigente con le nuove esigenze della società e con il rispetto pieno dei principi costituzionali.

Nicola Fiorita è professore associato di Diritto ecclesiastico e canonico presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria. Tra le sue principali pubblicazioni: Remunerazione e previdenza dei ministri di culto (Giuré, 2003), Separatismo e laicità (con V. Barsotti, Giappichelli, 2008), L’Islam spiegato ai miei studenti (Firenze university press, 2010).

 

Profili storici del diritto di libertà religiosa nell’Italia Post-unitaria

di Michele Madonna

MICHELE MADONNA N. 1

compralo qui e-commerce

La libertà religiosa non è concetto o principio «filosofico», né «teologico», ma «essenzialmente giuridico» (F. Ruffini). Questa sua dimensione non si coglie solo nel suo aspetto formale, ma anche nella concretezza dell’esperienza, con riferimento ai «problemi pratici della libertà» (A.C. Jemolo). Il volume traccia un quadro dell’evoluzione storico-giuridica del diritto di libertà religiosa nell’Italia post-unitaria, attraverso i principali momenti della politica ecclesiastica del nostro Paese, dall’affermazione del principio confessionista dello Statuto albertino, al progressivo affermarsi della tolleranza religiosa nel periodo liberale, dalla ‘riconfessionalizzazione’ dello Stato attuata dal regime fascista, con i Patti lateranensi del 1929 e la coeva legge sui culti ammessi, alla Costituzione repubblicana, dal Concilio Vaticano II, con i suoi innovativi
insegnamenti sulla libertà religiosa e sui rapporti tra Chiesa e comunità politica, alla revisione concordataria del 1984 e al contestuale avvio della stagione delle intese con le confessioni diverse dalla cattolica, fino ai problemi attuali della libertà religiosa, nel passaggio dal vecchio al nuovo secolo.

 Michele Madonna è ricercatore di diritto ecclesiastico e diritto canonico nell’Università di Roma Tor Vergata. Tra le sue pubblicazioni: Dal “carattere sacro” al “particolare significato”. La città di Roma nel Concordato del 1929 e nell’Accordo del 1984. Aspetti giuridici e politici, Tricase (Le), 2009. Ha inoltre curato il volume Patrimonio culturale di interesse religioso. in Italia. La tutela dopo l’Intesa del 26 gennaio 2005, Venezia, Marcianum Press, 2007.