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La città di Roma nel Concordato del 1929 e nell’Accordo del 1984

Roma è città assolutamente “peculiare”, perché è al contempo sede del Capo della Chiesa cattolica e capitale dello Stato italiano. L’art. 1 cpv. del Concordato lateranense impegnava il Governo a preservare il “carattere sacro della Città Eterna, sede vescovile del Sommo Pontefice, centro del mondo cattolico e meta di pellegrinaggi”. Il volume traccia un quadro dell’interpretazione dottrinale e dei profili applicativi di tale norma dal 1929 al processo di revisione concordataria, per poi ricostruire la genesi e delineare l’esegesi dell’art. 2.4 dell’Accordo di Villa Madama del 1984, con il quale la Repubblica riconosce il “particolare significato” di Roma per la “cattolicità”. L’analisi dei problemi sottesi a tali disposizioni consente anche di mettere in luce alcune tendenze e linee evolutive del diritto e della politica ecclesiastica italiani dal fascismo alla Costituzione repubblicana del 1948, al nuovo Concordato del 1984, sino ai problemi attuali di una società divenuta multireligiosa e multiculturale.