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Cibo, religione e diritto. Nutrimento per il corpo e per l’anima

“Dimmi cosa e quando mangi e ti dirò in cosa credi”. Non c’è confessione religiosa che non presenti, in forma più o meno articolata, un proprio complesso di regole alimentari e ciò a conferma del forte legame esistente tra cibo e fede.
Le scelte alimentari contribuiscono a definire l’identità religiosa dei fedeli: nutrimento per il corpo e per l’anima. Adeguare la dieta personale alle regole alimentari stabilite dalla propria fede è una forma di esercizio del diritto di libertà religiosa e in quanto tale è oggi tutelata nei paesi democratici. Non mancano però i problemi che questa tutela può generare, specie nelle società a forte presenza multireligiosa.
Quali regole alimentari religiose possono essere tutelate? Come queste scelte interagiscono con le norme civili? Lo Stato deve garantire menù e marchi alimentari religiosi? Esiste un mercato alimentare religioso? Il volume affronta questi ed altri interrogativi attraverso la lente del diritto. Partendo dalla ricostruzione delle regole alimentari delle principali confessioni religiose, analizza forme e modalità di tutela dell’identità alimentare religiosa offerte dall’ordinamento giuridico italiano, in alcuni dei principali paesi europei e nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.